di Luigi Carletti

Duemilasettecentosettanta anni e, diciamocelo, ci sono giorni in cui li dimostra tutti. Tra le capitali del mondo, Roma è certamente la più Capitale di tutte: quasi tre millenni di vita, una storia che è la Storia, un crocevia universale di arte, archeologia, bellezze naturali che ne fanno, appunto, ROMA: orgoglio di chi vi è nato, croce e delizia di chi vi abita, mèta ideale (e idealizzata) da chi la vive per svago e per turismo, luogo di intrecci, misteri e trame di ogni genere – e quindi di grande, sublime ispirazione – per chi vi esercita la propria creatività di artista, dalla pittura alla letteratura fino alla musica e a tutte le altre forme possibili di immaginazione.

Il 21 aprile è il Natale di Roma perché a questa data si fa risalire la fondazione della città da parte di Romolo. Era il 753 a.C. quando – secondo la leggenda – il “figlio della Lupa” (gemello di Remo) tracciò il confine sacro sul Colle Palatino, il primo dei sette colli che furono successivamente popolati e abitati dal popolo di cui Romolo fu anche il primo re.

La storia di Roma ci ha accompagnato negli anni della nostra formazione scolastica senza distinzioni di età o di area geografica. In qualsiasi tempo e in qualunque luogo d’Italia, chiunque di noi già alle elementari ha cominciato a fare i conti con questa idea: io vivo nel Paese che per capitale ha Roma, la città che ha dominato il mondo e ha influenzato secoli di cultura. Vista da lontano, Roma è quindi un’idea di “comunità organizzata” che va ben al di là del semplice concetto di “città”. E’ un concetto che incute soggezione e affascina al tempo stesso, che attrae ma contemporaneamente obbliga a mille prudenze, che pervade la storia di tre millenni ma anche la cronaca dei giorni nostri, spesso con fatti che accrescono la nostra ansia e le nostre diffidenze.

Si può vivere lontano da Roma e si può campare benissimo senza esserci mai stati. Questo ovviamente vale per Roma e per qualsiasi altra città del mondo. Con un’unica differenza: in qualche modo Roma sarà sempre nella nostra vita. Perché qui vengono prese molte delle decisioni che riguardano la collettività, perché Roma è il crocevia degli interessi e dei poteri (quelli trasparenti e quelli opachi), perché Roma è il centro di una storia comune che ci accompagna fin dai primi anni della nostra vita. Amarla non è certo obbligatorio, conoscerla (oggi) è utile. Forse necessario.